Yamaoka Tesshu (1836-1888)

Yamaoka Tesshu (1836-1888)

Ono Tetsutaro nacque a Tokyo, allora conosciuta col nome di Edo, il 10 giugno 1836. Suo padre era Ono Asaemon, dignitario della corte Tokugawa, e la madre Iso era figlia di un monaco del tempio di Kashima; questo spiega la sua precoce iniziazione allo zen e alla spada. Iniziò intorno ai nove anni la pratica del Jikishinkage ryu e pochi anni dopo lo Hono ha Itto ryu. All’età di 17 anni intraprese anche lo studio della lancia con il maestro Yamaoka Seizan, che scomparve prematuramente due anni dopo. Tetsutaro venne adottato nella famiglia del maestro, sposandone la sorella ed assumendo il nome di Yamaoka Tesshu (山岡 鉄舟) con cui è maggiormente conosciuto.

Yamaoka Tesshu (1836-1888)

Nella prima parte della sua vita e della sua ricerca personale, Tesshu si dedicò ad una pratica intensissima senza tuttavia seguire un metodo di vita conseguente, lasciandosi trascinare dai suoi impulsi personali con grandi prove di forza e destrezza che a prove altrettanto grandi ma di segno negativo, allentando nei locali di malaffare con il sake i suoi freni inibitori. Dimostrava in ogni caso, anche quando dava il peggio di sé, di avere  sensibilità e capacità fuori dal comune. Accettando in uno dei frequenti momenti di ubriachezza di domare un cavallo intrattabile che ridusse alla regione, per quanto fosse in precarie condizioni e certamente non lucido, senza utilizzare in alcun modo la forza fisica di cui faceva uso volentieri (era alto circa 185 cm e pesava oltre 110 kg), ma unicamente con la propria personalità dominante.

Yamaoka Tesshu (1836-1888)2

Erano comunque più frequenti gli episodi in cui Tesshu non riusciva a tenere a freno la sua natura irruente.

Una dura lezione ma ben più ardua da comprendere, ricevette nel mondo della spada. Affrontando in continuazione innumerevoli combattimenti, si era procurato fama non solo di di avversario irriducibile e pressoché invincibile ma anche di grande maestro. Uno degli incontri di spada di Tesshu era stato con il maestro Sasakibara Kenkichi, maestro di Jikishinkage ryu. Dopo circa 40 minuti di attesa, l’uno di fronte all’altro nelle rispettive guardie, senza muoversi minimamente, ma già madidi di sudore dai primi istanti, entrambi riposero le armi. Nessuno dei due rivelò chi si potesse considerare vincitore, e nessuno dei presenti riuscì ad azzardare ipotesi convincenti.
Katsu Kaishu  uomo politico di primo piano (grande maestro di spada aveva ricevuto ancor molto giovane il menkyo kaiden della scuola Jikishinkage ryu ), ebbe frequenti e stretti contatti con Tesshu. Accompagnò un suo ritratto di Tesshu con lo scritto seguente:

“Valoroso e saggio, questo uomo virile compie grandi cose

La sua spada era incomparabilmente sublime

La sua illuminazione abbracciava ogni cosa

Le generazioni future ne vedranno mai l’eguale?”

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Eppure nel pieno delle sue forze fisiche e mentali – aveva circa 28 anni – Tesshu fu imprevedibilmente sconfitto dal quarantenne Asari Gimei, maestro della scuola Nakanishi ha Itto-ryu. Da quel momento non seppe più darsi pace all’idea di essere sistematicamente battuto in modo umiliante da un uomo gracile e molto più anziano, di cui era divenuto discepolo ma senza riuscire a comprenderne l’insegnamento. Durante un ennesimo scontro Asari lo incalzò senza colpirlo con la spada ma obbligandolo a retrocedere fino a farlo uscire dal dojo in strada e gli chiuse poi la porta in faccia con un gesto allo stesso tempo spietatamente reale e sottilmente allusivo.

La ricerca di se stesso durò circa 16 anni, senza che per tutto questo tempo riuscisse a comprendere cosa non andasse nella sua tecnica, nei suoi stati d’animo, nel suo stile di vita, e senza che gli potessero giovare l’insegnamento zen né l’allenamento continuo. Solamente il 30 marzo 1880 Yamaoka Tesshu durante una seduta di zazen all’alba raggiunse l’illuminazione, per poi recarsi immediatamente da Asari e chiedergli un nuovo combattimento. Asari declinò, giustificandosi con queste poche parole, “Ora sei arrivato”. Da quel momento si ritirò dall’insegnamento e dalla pratica lasciando la responsabilità della scuola a Tesshu.

Yamahoka Tesshu nel giugno 1880 sviluppò un suo personale metodo che chiamò Muto ryu (scuola senza spada) che probabilmente differisce dall’Itto ryu soprattutto nella didattica piuttosto che nelle tecniche, tuttora praticato da un ristrettissimo nucleo di adepti la “scuola della non-spada”, Muto Ryu. Shumpukan – letteralmente “la casa del vento di primavera” – é il nome scelto per il suo dojo.  I valori fondamentali di questa scuola, secondo gli scritti dello stesso Tesshu, sono tre:

  1. Non bisogna cercare la supremazia attraverso la competizione; con un allenamento diligente si purifica la mente e si ottiene la vittoria naturalmente.
  2. Particolare e universale sono i due aspetti della pratica. Il primo é la tecnica, il secondo la Mente. Quando essi sono in armonia scopriamo il mondo dell’attività meravigliosa.
  3. Al di fuori della Mente non vi é spada. Quando si affronta un avversario non si deve dipendere dalla spada; bisogna usare la Mente per colpire la Mente dell’avversario. Questa é la “non-spada”.

“Il segreto dell’arte della spada?  Il fulmine taglia il vento di primavera!”

Scomparve improvvisamente il 19 luglio 1888, vittima di un cancro.
Il giorno fatale trovò la forza di lasciare scritto il suo poema d’addio ed assunse nel momento del trapasso la postura formale di zazen. Il suo momento supremo venne tramandato da un disegno eseguito sul posto dal discepolo Tanaka Seiji.

Edoardo BorgheseKuma sensei